Chi sono

Blogger: shanghai

Sono un italiano trasferitosi in Cina.

La mia avventura "blogghistica" è iniziata a poche ore dal mio arrivo in Cina, nell'estate del 2005.

Il blog in questione, "Shanghai è in Cina" non è più stato aggiornato, anche in funzione del fatto che non vivo più a Shanghai... lo stesso è però ancora frequentatissimo e fra i primi risultati nei motori di ricerca.

Se proprio non puoi fare a meno di leggere quanto ho scritto nei miei primi sei mesi di vita cinese, puoi scaricare la versione PDF delle prime 100 pagine del blog:

BLOG SHANGHAI VOLUME 1

Sulla scia della prima avventura da scribacchino (in realtà non è la prima, ho alle spalle un libro e parecchi articoli pubblicati) dopo mesi di meditazione è nato il nuovo blog:

La Mia Cina!

Che fin dal titolo vuole riflettere quello che per me sta diventando questo Paese.

Ecco allora che si riparte, a dire la mia, spesso controcorrente, qualche volta frutto di visioni prettamente "personali" ma, pur sempre, caratterizzati dal fatto di essere qui.

Mi rendo conto, infatti, che sempre più spesso c'è chi parla della Cina ma, se messo alla prova, non sa neanche indicarla sulla carta geografica.

Spero di condividere con molti la... "MIA" Cina!

Commenti recenti

Archivio

oggi
--- 2006 ---

Categorie

cina
guide ebay

Partecipano

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
sabato, 03 giugno 2006

Il primo post non si scorda mai...

Certo che me lo ricordo il mio primo post!

No, non questo, quello del mio primo blog, quasi un anno fa.

Il titolo era "Ni Hao!" che è la prima parola che tutti, forse anche i cinesi, imparano in questa lingua. Mmmmhhh... forse i cinesi imaparano prima "mamma", ma questo è facile, qui si dice "mama" solo una emme in meno rispetto a noi.

E' vissuto circa sei mesi quel blog... l'ultimo post è stato quello di Natale (2005) con gli auguri a tutti.

Da allora non ho più scritto nulla.

Ad essere sincero non è proprio vero. Ho scritto parecchio, ma non nel blog. Per un po' di tempo mi sono dedicato a scrivere guide per gli utenti di eBay Italia, con discreto successo (di fatto sono il miglior recensore delle guide eBay in Italia) ma non con la stessa soddisfazione.

Già, perché un blog offre qualcosa di più. Permette di creare un rapporto più personale con chi legge.

Dopo lunghe meditazioni, quindi, più che altro legate al fatto che se decido di ricominciare devo essere coscente che bisogna dedicarvi del tempo, poi, ci siamo... la decisione è presa... nasce il nuovo blog!

La Mia Cina!

Il problema è sempre stato lo stesso... quando devo scrivere qualcosa (ho alle spalle un libro, un po' di articoli, varie ed eventuali) mi serve il titolo.

Senza titolo non ce la faccio, non riesco a scrivere :-(

Ecco perché ci ho messo quasi sei mesi a creare il nuovo blog. Non avevo un titolo.

Un po' di tempo fà ho provato a farmi aiutare dall'analisi delle visite. Ho un contatore nelle pagine e posso vedere anche quali sono le parole più usate nei motori di ricerca per raggiungere il mio blog.

Purtroppo i risultati sono stati poco utili. Infatti le ricerche principali erano: "comprare in cina", "cosa comprare in cina", "fare affari in cina" e (unica fra le non prettamente business) "cultura cinese".

Non essendo il mio blog un sito di consigli per gli acquisti, e non potendo parlare con piena voce in capitolo di cultura cinese (ci vorrebbe un saggio ottantenne secondo me per farlo) l'spirazione non si trovava. Niente titolo dai motori di ricerca, purtroppo.

Alla fine è arrivato, in modo quasi inaspettato.

Nei giorni scorsi (non succedeva da Natale) sono tornato in Italia. Per qualche ora, o poco più.

Mercoledì mattina (oggi è sabato) ero a Malpensa, in aeroporto, a fare il checkin e la gentile signorina che ha chiuso un occhio sul mio peso extra (35kg di salumi, formaggi e tortellini) mi ha fatto la fatidica domanda:

è un biglietto di ritorno giusto?

La mia risposta è stata fin troppo naturale:

Si, sto tornando a casa!

Già... la mamma, che mi ha accompagnato con la macchina, mi deve aver guardato un po' male... ma le cose stanno così.

I sospetti erano già piuttosto fondati.

Per esempio, qualche settimana fa un amico è venuto a trovarmi accompagnato dalla sua interprete, Stella, una ragazza cinese che da 5 anni vive in Italia.

Questo amico mi ha svelato che dopo poche ore, quando li ho lasciati in hotel, lei gli ha chiesto "da quanto tempo vivo in Cina" e, alla risposta "meno di un anno" pare sia rimasta sorpresa dal mio fare che ha definito semplicemente "cinese".

Il fatto è che ti ci fanno sentire "cinese" un sacco di cose.

Povera Italia!

Voi che state leggendo, pensate a questo: arrivo a Malpensa intorno alle 20 di un normale giovedì sera, con volo da Hong Kong via Amsterdam. Nonostante il mio bagaglio abbia l'etichetta "priority" (il che significa che di solito in qualsiasi aeroporto del mondo non ho il tempo di arrivare al nastro che trovo la valigia a girare come sul calcinculo) ricevo la mia valigia dopo 40 minuti... quasi le 21. Evviva Malpensa! Credo ci voglia molto tempo perché non è semplice ne rapido ricevere le valige, aprirle una ad una, selezionare cosa rubare e cosa lasciare e, quindi, reindirizzarle verso il legittimo proprietario (di quello che è rimasto, s'intende).

Il mio fratellino (1,85 per 95kg... ma comunque di 9 anni più giovane) mi attende e partiamo in macchina alla volta di casa. Nel tragitto, che prevede il passaggio da Novara, vicinanze di Vercelli ecc, in pratica più di metà dell'autostrada Milano-Torino (se non sbaglio una delle più importanti d'Italia) mi dedico alle telefonate.

Oddio! Dovrei dire "cerco di dedicarmi" alla telefonare. Perché se credete che sia semplice, allora mi sa che non avete molta sperienza di uso del cellualre. In quanto italiani, questo non può essere.

Fatto sta che in un'ora avrò passato al telefono meno della metà del tempo, fra linea che cade, segnale assente, occupato, non raggiungibile ecc. ecc. ecc.

Ve lo immaginate quanto può essere frustrante per uno che è abituato a parlare al cellulare in metropolitana, in ascensore, nel parcheggio sotteraneo del centro commerciale, sul treno ad alta velocità mentre viaggia a 435km/h ecc.?

Insomma, manco dall'Italia da 5 mesi esatti, appena arrivato (rispettando ovviamente i porci comodi degli operatori di Malpensa) cerco di dedicarmi alla cosa più naturale del mondo, ovvero chiamare parenti e amici, e non ci riesco!!!

Per la diamine se girano le....!!!

A pezzi, nei prossimi giorni, racconterò le altre senzazioni negative che ho raccolto in meno di una settimana nel Bel Paese (non i formaggini, che fra l'altro trovo senza problemi anche qui in Cina) ma...

Martedì sera, a poche ore dal mio rientro (a casa) viaggiavo in autostradata sulla Genova - Gravellona Toce e per caso mi ritrovo sintonizzato su Radio 1. Quando sono in macchina ascolto sempre Isoradio, perché ho il terrore delle code. Prefersco fare 100km in più piuttosto che uno solo in colonna.

Tornando a Radio 1, m'imbatto nell'intervista in diretta a due autori, la cinese Jung Chang e l'occidentale Jon Halliday, che parlano del saggio appena pubblicato (in Italia per Longanesi) dal titolo "Mao. La storia sconosciuta".

Al programma, oltre ai due scrittori, intervengono alcuni giornalisti italiani ai quali vengono affidate domande all'uopo.

Il libro, di oltre 900 pagine, che non ho letto e che credo non leggerò mai, è un resoconto che di fatto criminalizza il presidente Mao denunciando (e utilizzando allo scopo quale documentazione interviste a molti vecchi cinesi) tutte le malefatte del suo regime.

Per la carità, non è mia intenzione parlare di questo, ne mettere in dubbio alcunché.

Se ti interessa saperne di più su questo libro lo puoi trovare facendo click qui.

Quello di cui voglio parlare è di come un'ora di programma radiofonico sul primo canale del servizio pubblico sia stato dedicato a:
  • 70 milioni di presunti morti in 30 anni di dittatura; mi chiedo quanti ne ha fatti una sola bomba atomica americana o quante persone muoiono ogni giorni di fame in Africa...
  • il partito comunista che censura i mezzi di comunicazione; ma per la miseria proprio noi che dobbiamo festeggiare il 9 aprile come nuova festa della liberazione parliamo di censura dei mezzi di comunicazione?!?!....
  • memoria storica, fatti documentati o meno, favoleggiamenti sul mausoleo di P.za Tien An Mien ecc.
Credete che in un'ora qualcuno abbia parlato di cos'è la Cina oggi?

Sono passati 30 anni dalla fine della dittatura di Mao. La Cina è di fatto il Paese più ricco al mondo, quello dove il capitalismo la fa da padrone indiscusso, quello dove si concentra il maggior numero di grattacieli, cantieri, nuove autostrade a 10 corsie, treni superveloci o ferrovie che viaggiano a 5.000 metri di altezza, costruite al ritmo di 1km al giorno.

Qualcuno ha pensato di parlare della Cina di oggi? Ovviamente no!

Ma che stiamo a scherzare???

Bisogna continuare a guardare indietro, a pensare al passato? Certo, per noi (voi) italiani forse è la cosa giusta. Ma per loro (noi) cinesi ci si piazza un bel "ecchissenefrega", si compra l'Audi A8 nuova e via verso il futuro di predominio economico.

Povera Italia! Quindi... quella che non ha capito ancora nulla della Cina, perché quei pochi che potrebbero aiutarla a capire si ostinano a non farlo.

E, come se non bastasse, cresce sempre di più il numero di persone che ne parla... la maggiorparte, messe alla prova, non sanno neanche indicarla sulla cartina. Però nessuno si astiene dal parlarne, anche se a vanvera.

Certo, a parlare proprio della Cina... della "Mia Cina!".

Allora perché non ricominciare a parlarne anche io?

Quantomeno lo faccio da qui...

Ho deciso che anche in questo blog non cambierò il modo di salutare alla fine del post... quindi:

Zaijian,

Dimitri il cinese.

postato da: shanghai alle ore 17:05 | link |
categorie: cina

Commenti