Chi sono

Blogger: shanghai

Sono un italiano trasferitosi in Cina.

La mia avventura "blogghistica" è iniziata a poche ore dal mio arrivo in Cina, nell'estate del 2005.

Il blog in questione, "Shanghai è in Cina" non è più stato aggiornato, anche in funzione del fatto che non vivo più a Shanghai... lo stesso è però ancora frequentatissimo e fra i primi risultati nei motori di ricerca.

Se proprio non puoi fare a meno di leggere quanto ho scritto nei miei primi sei mesi di vita cinese, puoi scaricare la versione PDF delle prime 100 pagine del blog:

BLOG SHANGHAI VOLUME 1

Sulla scia della prima avventura da scribacchino (in realtà non è la prima, ho alle spalle un libro e parecchi articoli pubblicati) dopo mesi di meditazione è nato il nuovo blog:

La Mia Cina!

Che fin dal titolo vuole riflettere quello che per me sta diventando questo Paese.

Ecco allora che si riparte, a dire la mia, spesso controcorrente, qualche volta frutto di visioni prettamente "personali" ma, pur sempre, caratterizzati dal fatto di essere qui.

Mi rendo conto, infatti, che sempre più spesso c'è chi parla della Cina ma, se messo alla prova, non sa neanche indicarla sulla carta geografica.

Spero di condividere con molti la... "MIA" Cina!

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giovedì, 03 agosto 2006

Un anno dopo... la parola FINE

Ni Hao!

Domenica scorsa, mentre la mia amata Ferrari si imponeva al Gran Premio di Germania urlando al mondo a pieni polmoni "SIAMO TORNATI!!!" celebravo il mio primo compleanno cinese.

Esattamente 365 giorni prima, più o meno alla stessa ora, sotto un mezzo diluvio, scendevo da un taxi nel cuore del quartiere Pudong, a Shanghai, da dove sarebbe cominciata la mia avventura cinese.

Un anno è niente.

Un anno è tantissimo.

Un anno può non cambiare nulla oppure ti può cambiare la vita.

Un anno in Cina cambia la vita, a chiunque non sia cinese, di questo sono certo.

Pochi giorni dopo il mio arrivo in Cina, le sensazioni erano tali che non ho resistito alla tentazione di condividerle con tante altre persone.

365 giorni fa nasceva il mio primo blog: Shanghai è in Cina.

Dopo una pausa di riflessione, il trasferimento a Shenzhen e tante altre avventure e scoperte del "Mondo a parte" che è la Cina, nasceva questo secondo blog, la continuazione del primo.

Tenere un blog è quanto di più difficile credo possa esserci.

Ogni giorno avrei da raccontare per ore, sulla vita cinese, sui cinesi, sulla Cina, su quello che vedo da qui e su quello che so gli altri non vedono.

Ma non ce la faccio.

La costanza di tenere un diario aggiornato non fa parte del mio DNA.

Per questo motivo, dopo un'avventura "scribacchina" durata 365 giorni e dopo aver trovato tanti nuovi amici grazie al blog, ho deciso una volta per tutte di siglare l'ultimo post.

Non scriverò più, anche se continuerò ad accumulare storie da raccontare, ma ci tengo a dire grazie.

Grazie a tutti e grazie di tutto.

Dimitri aka Chen Long.

FINE (The End)

postato da: shanghai alle ore 12:55 | link |
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mercoledì, 28 giugno 2006

40 anni...

Ni Hao!

Vorrei invitarvi a riflettere su questa affermazione:

Uno dei fattori essenziali del boom economico è rappresentato dall'utilizzo selvaggio della manodopera a basso costo che abbandona le campagne.

Cosa vi da da pensare questa frase?

Lo so, come minimo vi sovviene un "maledetti cinesi sfruttatori ecc ecc"... vero?

Questa frase è attibuita allo studioso Guido Crainz e la potete leggere insieme a una serie di altre affermazioni decisamente interessanti. Vi basterà comprare un magazine che trovate in edicola.

La manodopera a baso costo, la voglia di abbandonare il lavoro duro o la povertà delle campagne per migrare verso la città e il lavoro.

La voglia di guadagnare di più, di aumentare la propria posizione sociale, di poter andare in vacanza o, uno dei grandi sogni, poter comprare una macchina.

Già...

Volete sapere a quale Grande Nazione fa riferimento la frase di cui sopra?

Ormai dovreste averlo capito no?

In questi giorni potete trovare in edicola un numero speciale di FOCUS Storia intitolato:

'68 - come ci ha cambiati

focus
Il mio invito a comprarlo non è tanto per fare pubblicità a una rivista comunque ben fatta.

Provate a sfogliare questa rivista e a pagina 40 vi imbatterete in qualcosa che dovrebbe far riflettere.

L'articolo parla in particolare dei forti cambiamenti, della maturazione, del boom economico che ha investito l'Italia fra la metà degli anni 50 e i primi anni 70.

Ormai dovreste aver capito, soprattutto, che non avevate pensato giusto prima, no?

La frase citata all'inizio, quella che sottolinea come la migrazione dei poveri dalle campagne ha supportato in modo decisivo la crescita economica, è esattamente la descrizione di quanto accadeva 40 anni fa in Italia.

Già! Il nostro (vostro) Paese.

Italia SI, Cina NO... perche?!?!?

Perchè dovremmo aver avuto il diritto, sfruttando le classi meno abienti e la loro voglia di emergere, come forza lavoro per creare benessere, mentre alla Cina questo non deve essere consentito?

E' facile parlare di protezionismo, di blocco delle importazioni, di Cina che produce a basso costo perché sfrutta la manodopera più povera (così come fanno Vietnam, Cambogia, Laos, Corea, India, Pakistan ecc).

Ma vorrei fare una domanda molto allargata, e giratela pure a chi conoscete:

se 40 anni fa qualche Paese verso il quale abbiamo esportato molto, per esempio gli Stati Uniti, avesse adottato la stessa politica, saremmo qui a discuterne? Non ne sono così certo.

Io ho la mia teoria chiara su quale sia l'unica strada che si possa percorrere per raggiungere un livello di normalizzazione che consenta a tutti di convivere con un colosso come la Cina.

Non voglio però parlarne ora. Lo farò fra qualche giorno.

Prima, infatti, credo che sia corretto fare un po' di discussione su questo tema:

Il boom economico.

L'Italia dei primi anni '60 cresceva al ritmo dell'8% all'anno.

Esattamente come la Cina.

Tutto era impostato allo stesso modo allora lì come ogi qui.

Ora non lo riusciamo a capire perché godiamo solo dei frutti di quello che è stato ma, ripeto:

è corretto che la Cina non possa avere lo stesso diritto che abbiamo avuto noi 40 anni fà, di costruire il proprio futuro?

A voi la parola.

Zaijian,

Dimitri il cinese

postato da: shanghai alle ore 22:32 | link |
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domenica, 18 giugno 2006

La TV comunista

Ni Hao!

Devo smetterla di leggere i commenti al blog.

Ogni volta non posso fare a meno di pensare (e poi di dire)...

ma de che?!?!?

In quest'occasione lo spunto viene da coccisorridente che ha commentato il mio post sul'influenza aviaria qui a Shenzhen fra l'altro con questa frase:

Come viene vissuta la minaccia là dove la Sig.ra TV è gestita diversamente che da noi in Italia?

AAAAAAAAHHHHHHHHHHHHH!!!!!!!!!!

Ma che ca**o dici?!?!?!

Mi verrebbe da esclamare.

E come sarebbe gestita questa TV italiana?

Senza censura?

Senza epurazioni di personaggi scomodi come Biagi, Santoro, Luttazzi, Guzzanti ecc. ecc.

Volete sapere qual'è la differenza fra la TV italiana e quella cinese?

Entrambe sono censurate, ma:

I cinesi dicono: la nostra informazione è censurata

Gli italiani dicono: da noi c'è libertà di parola

Vorrei invitarvi a prendere in cosiderazione il libro che sto leggendo in questi giorni:

INCIUCIO

Di Marco Travaglio e Peter Gomez.

Lo trovate facendo click qui.

Non pensate che sia un libro contro Berlusconi, perché leggendolo potrete vedere quante ne spara a zero sulla sinistra italiana.

Ma, con i fatti e con la documentazione, potrete in 600 pagine rendervi conto di cosa sia la TV in Italia.

Io dico: W la censura, se è palese!

Zaijian,

Dimitri il cinese.

P.S. Appena avuta la conferma scientifica del contagio, l'informazione è stata coperta ampliamente da tutte le TV cinesi. Non direi quindi che si lesinano questo genere di informazioni.

P.P.S.S. So bene che per prendere l'influeza aviaria devi, di fatto, vivere strusciando a terra fra la merda delle galline. Io vivo in un pulitissimo appartamento al trentesimo piano, quindi non mi preoccupo e continuo a mangiare pollo, che mi piace molto.

postato da: shanghai alle ore 18:09 | link |
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Etciù!!!

Ni Hao!

Etciù!

Scusate. Sono un po' (sniff) raffreddato.

Etciù!

Questa mattina il sole mi ha svegliato. Bene! Si va in spiaggia!!!

Il tempo di fare una doccia e, come per miracolo (sniff), diluviava.

Etciù!

Niente spiaggia. Coff... coff...

Tanto, a come sono conciato...

Etciù!

Mi sono allora dedicato alla padrona di casa... ovvero la Sig.ra SONY che di nome fa TV e con i suoi 36 pollici regna sovrana nel soggiorno, dominando il divano a due piazze.

Etciù!

Appena in tempo per ricevere la notizia. Dopo giorni di vociare popolare, è arrivata la conferma ufficiale.

Etciù!

L'influenza aviaria è in città!!!

All'inizio c'era chi addirittura parlava di 32 ricoveri negli ospedali cittadini. I soliti esagerati.

Fatto sta che il Governo Cinese ha dato la conferma. Un uomo di 32 anni ricoverato qui a Shenzhen è il 19mo caso di influenza aviaria cinese.

E piove.

Etciù!

Nel frattempo il Governo di Hong Kong ha deciso l'embargo. Niente più polli da oltre confine (il confine con Hong Kong è a meno di 1km da qui). Per ora per tre settimane.

Etciù!

Speriamo che non ci facciano anche complicazioni ad andare da quelle parti, per via di questa influenza che prende di mira i volatili, perché l'idea era quella di andare a fare un giro a Disneyland Hong Kong.

Anche se ho sentito dire (sniff... Sniff) che sembra ci siano dei problemi con Paperino, mi hanno mandato anche una foto:

Paperino a Hong Kong

Insomma, vi terrò aggiornati.(sniff... coff...coff)

Intanto qui è appena iniziata la replica dell'incontro di Rugby Italia-USA di ieri sera.

Nel frattempo sono proprio conciato, mi sa che prenderò un VIvinC.

Etciù!

Ma non a stomaco vuoto, prima mangerò qualcosa.

Mmmmmhhh... si ecco... mi andrebbe proprio del.... pollo fritto. (sniff) Buono!!!

Etciù!

Dimitri il cinese.

postato da: shanghai alle ore 16:39 | link |
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sabato, 17 giugno 2006

Maledetti comunisti sfruttatori!

Ni Hao!

Non avevo previsto di scrivere, questa mattina... non avevo argomenti.

A parte il sole, ovviamente. Si, perché questa è la novità più eclatante, mi sono svegliato con cielo terso e sole!

Ma, dicevo, non avevo ispirazioni, nonstante abbia tenuto sveglia Sgrufoletta fino alle 5 passate del mattino discutendo di quanto siano stupidi molti blog (questo per primo, sia chiaro).

Ecco che poi mi sono ritrovato, quasi per caso, a leggere i commenti e, quelli di Baghira mi hanno dato quello stimolo che mancava.

Tre le cose fondamentali che mi hanno colpito:
  1. Guadagnano sfruttando gli operai???Facendoli lavorare come Ciucci???Alla faccia del comunismo!!!!
  2. Beh allora gli operai staranno a fa' la fame
  3. da figlia di imprenditore mi sono scocciata di sentire parlare di imprenditori come di gente che ruba i soldi
Queste tre frasi sono state estrapolate dai commenti del mio precedente post "Evviva il comunismo e la... GRANA!".

Per prima cosa alcune considerazione a caldo. I pensieri che sono girati per la testa lggendo il primo commento, ovvero quelli scatenati dalle frasi numero 1 e 2.

Ecco, ci risiamo. La Cina, quel paese bastardo che ci ha messo in ginocchio con i suoi prezzi bassi ottenuti con la schiavitù ecc ecc.

Poi la frase numero 3. Figlia di imprenditori... qui è d'obbligo che si vada a fare un po' di ricerca prima di continuare a pensare, e quindi mi fiondo sul blog di Baghira: Iceberg di fuoco.

Premetto che non voglio fare polemica e che, andando avanti lo dimostrerò, lo scopo di questo post è invece fare chiarezza. Ma prima, permettetemi di copiare e incollare una piccola sezione del blog che vi ho linkato poco sopra, quella che elenca "I miei viaggi":

* Grecia *
* Spagna *
* Ibiza *
* Svizzera *
* Norvegia...Esplosione della Natura *
* Brasile...Un tempo La mia 2° casa *
* Argentina...le meraviglie di Iguazu' *
* Sud Africa...Mia Dannata Passione *
* Marocco *
* Tunisia *
* Turchia *
* Israele...Gerusalemme...Un Sogno eterno *
* Giordania *
* Austria...Paradiso perduto *
* Danimarca *
* Inghilterra *
* Ungheria *
* Polonia *
* Cuba *
* Costa D'Avorio*

Facile difendere gli operai e attaccare i maledetti cinesi. Hai mai pensato che la maggiorparte dei tuoi operai non hanno la più pallida idea di dove stiano gli esotici posti che hai visitato?

E ti sei mai preoccupata di decidere di stare a casa o di andare a Varazze (anche se quasi sicuramente la casa al mare ce l'ahi, ma a Forte o a Milano Marittima, se non a Miami), devolvendo i soldi risparmiati a favore di un premio produzione agli operai?

Perché con queste cose in mano, poi, si possono andare a difendere gli operai.

Non prediamoci per il culo con la storia che con i prezzi dei prodotti che arrivano dalla Cina non puoi pù pagare gli operai, perché la realtà è che non ti puoi permettere di andare a fare immersioni alle Maldive nel resort a 5 stelle.

Avevo un socio che era figlio di imprenditori. Avevano un'aziendina da un cenitnaio di operai, nel monzese, gente che stava bene. Il padre, dopo 60 anni di "culo così" ha comprato una BMW station wagon. Una serie 3, mica chissà cosa.

Il figlio (il mio socio) al momento di cambiare la Ford Escort Station Wagon (scommetto che con questa citazione finiranno fra queste pagine i maiali che su Internet fanno le ricerche per escort cinesi) diesel con 270.000km ha avuto un sacco di problemi.

Premetto che io avevo appena dato via l'Alfa Spider per prendere una Mercedes ML400CDI, un bestione da 2mila kg con un motore 4.000 biturbo che trasformava i suoi 250 cavalli in uno dei fuori strada più veloci sul mercato, prima che arrivassero il Cayenne e il Marco Ranzani.

La nostra aziendina andava piuttosto bene e ce lo potevamo permettere, ai tempi.

Immaginereste quindi che il mio socio avese il problema di decidere fra Ferrari, Maserati, Lamborghini, quale macchina comprare.

Invece no. Il suo problema era ben altro. Infatti la macchina che ha comprato è stata una Peugeot 206 diesel.

Volete sapere perché? Perché non gli andava di andare in ditta dal babbo e farsi vedere dagli operai che aveva il macchinone.

Benché mi stia sulle balle per un sacco di cose, sotto questo punto di vista lo ammiro.

Questo è un figlio di imprenditori con le cosiddette.

Vediamo di mettere le cose in chiaro.

Chi sono gli imprenditori? Questi maledetti?

Io sono un imprenditore. Sono uno che c'ha (avuto) la fabbrichetta. Uno di quelli che c'ha (avuto) gli operai.

In realtà non era una fabbrichetta ma un'azienda di tecnologie e non erano operai ma impiegati, il concetto non cambia.

Il succo della storia è che ho creato dal nulla una bella realtà di 25 persone, tutte CO.CO.CO. che faceva un fatturato da milioni di Euro e un sacco di cose belle e interessanti.

Un'azienda dove alle 10 di sera uscivo dal mio ufficio e trovavo una mezza dozzina di persone che stavano sedute davanti al loro computer a lavorare. Nonostante non esistessero straordinari ecc.

Io, che sono l'esempio tipico dell'imprenditore coglione, sapete cosa ho fatto?

Alla fine dell'anno, visti i risultati mirabolanti, ho voluto premiare i mie collaboratori trasformando i loro bei contratti CO.CO.CO. in assunzoni a tempo indeterminato.

Volete sapere cosa è successo?

A partire dal giorno successivo, alle 18:01 l'ufficio era vuoto. Nel giro di 4 mesi la produttività dell'azienda è crollata dell'80%. Dopo 6 mesi è stata messa in liquidazione e dopo 9 mesi ho chiesto il fallimento volontario. Un solo anno prima ci era stato conferito il premio come "miglior azienda emergente dell'anno".

Questo è quello che succede in un paese come l'Italia.

Non sono i maledetti cinesi ad affossare le imprese e tantomeno le tasse. Sono i dipendenti che, se non hanno il pepe al culo di un contratto che scade ogni tre mesi, rendono un decimo delle loro potenzialità.

Non è il sistema ma la testa della gente quella sbagliata.

La realtà è una sola:

in Italia c'è troppo!

Quanti giovani italiani conoscete che accetterebbero di fare il netturbino? Giovani donne che aspirano a fare le pulizie?

Ma per la carità, quelli sono posti per rumeni o polacche.

Noi meritiamo di più. Il posto fisso, lo stipendio alto. Le ferie pagate.

Vogliamo tutto questo perché abbiamo troppo. Semplicemente troppo.

Tutto è dovuto. Tutto è scontato.

E per difenderci dalla nostra ingordigia diamo un nome a tutto questo:

civiltà

Definiamo un pase civile quello che prevede che anche il figlio dell'operaio non debba fare l'operaio ma il "dottore".

Dobbiamo poter spendere e, quindi, i posti di lavoro da farsi il mazzo e guadagnare poco, lasciamolo ai negri, ai polacchi, ai rumeni ecc ecc.

Noi siamo gente civile... o meglio... civilizzata.

Altro che gli schiavisti cinesi.

Gà. Alla fine si ritorna sempre lì. Si parla della Cina senza saperne nulla.

Qualcuno, da qualche parte, a sproposito o, magari, non rendendosi conto che sono passate decine d'anni, ha detto o scritto che le fabbriche cinesi sfruttano gli operai.

Ecco allora che vengono fuori questi luoghi comuni:

Guadagnano sfruttando gli operai???Facendoli lavorare come Ciucci???Alla faccia del comunismo!!!!

Ma de che?!?! Direbbero a Roma.

Qualcuno ha mai pensato di andare a rileggersi com'era l'Italia del dopoguerra?

Negli anni 50 e 60 quanti facevano turni massacranti? Quanti morivano per incidenti sul lavoro? Quanti accettavano un tozzo di pane in cambio di una giornata di lavoro durissimo?

Mi risulta quasi tutti.

Pensate forse che questo fosse dovuto al fatto che eravamo governati da comunisti? Ho che eravamo un paese non civilizzato?

Nossignori, tutto questo era legato al fatto che avevamo un desiderio, un sogno, quello di emergere. Quello di avere, per noi e per il nostro paese, ogni giorno qualcosa di pù.

Solo che 50 anni fà era assodato che se volevi qualcosa di più dovevi farti il mazzo. Oggi invece è tutto dovuto. Ogni volta che si conquista (o meglio, che qualcuno per conto nostro conquista) un millimetro in più, di tornare indietro non se ne parla.

Cos'è la civiltà?

Se civiltà sono marciapiedi dove puoi camminare senza stare con gli occhi incollati a terra per le merde di cane, allora lasciatemi dire che l'Italia è il paese più incivile del mondo.

Se la civiltà è il telefono cellulare che funziona in metropolitana, beh allora la Cina è il paese più civile del mondo. L'Italia, del resto, non ha neanche la metropolitana, a parte tre città che hanno qualche metro di binari fra le fogne.

Nel vecchio blog alcuni miei post facevano parte di una serie che aveva per titolo "Allora non avete capito proprio un ca**o!".

Dovrei forse ricominciare, perché in realtà è così.

La Cina è il paese più popoloso al mondo. Per ognuno che non vuole fare l'operaio ce ne sono dieci in fila.

Qui non c'è sfruttamento ma tutt'altro.

Quello che deve fare paura è la voglia di emergere di questo paese. La stessa che avevamo noi negli anni 50-60 prima che arrivassero gli idealismi e poi il benessere.

In Italia riciclare l'immondizia è una rottura di palle, lo si fa per il ridicolo ideale ambientalista.

In Cina riciclare è un mestiere. Non fai in tempo a buttare una lattina che c'è qualcuno che va a prenderla dal cestino per andare a venderla. Potrà sembrare brutto, ma intanto credo che la Cina sia il paese al mondo con il maggior tasso di riciclo dei rifiuti, solo che nessuno ve lo viene a dire.

Mi fa quasi ridere quando sento parlare del blitz della Polizia italiana che trova una fabbrica di cinesi che vivono e lavorano dentro il capannone. Agli occhi degli italiani è schiavitù.

Non vi rendete neanche conto che questa gente non capisce perché tutto questo casino.

La Polizia arriva e li libera, secondo la mentalità italiana. Secondo quella cinese, sti imbecilli li hanno privati del tetto sotto il quale dormire.

Perché in Cina è normale che l'azienda provveda al mantenimento degli operai. Quando Ho offerto un posto a dei tecnici cinesi, la prima cosa che hanno chiesto è se era compresa la casa dove abitare.

Tutte le fabbriche cinesi hanno anche gli alloggi per gli operai e la mensa dove tutti vengono sfamati.

Se per "liberarli dalla schiavitù" gli togli questo, in realtà li hai sbattuti in mezzo alla strada.

La voglia che a noi italiani è venuta meno.

Ecco la forza della Cina. Altro che lavorare come ciucci.

Provate ad andare da un vostro parente o amico che abbia più di 60 anni e chiedegli come ha iniziato. Quante ore faceva. In quali condizioni lavorava. Dove è arrivato il suo paese dopo qualche anno.

Ecco. Ora confrontate i poco più di 30 milioni di abitanti dell'Italia del dopo guerra con il miliardo emmezzo di cinesi di oggi. Stessa voglia di emergere ma 50 volte più potente.

Credete a me, i prezzi della Cina non sono risultato della schiavitù.

Fosse così sarebbe un bene.

E' storia assodata che gli schiavi prima o poi si ribellano. Se questo fosse il caso, sarebbe solo questione di tempo e poi le nostre imprese (e gli imprenditori) tornerebbero a potersi permettere i viaggi esotici.

Ma se la voglia di riscossa (a metà del secolo scorso) ha fatto la fortuna di aziende come FIAT in Italia o General Motors in America, non vedo perché non dovrebbe fare lo stesso (oggi) con la JIMBEI cinese.

Anche la Cina avrà i suoi problemi relativi a sempre più gente che vuole il benessere senza per forza dover sudare.

Ma prima dovrà consumare 800 milioni di persone che per avere di più sono ancora disposte a lavorare.

Noi ne avevamo si e no un cinquantesimo, ecco perché la pacchia è durata solo 50 anni.

Se tanto mi da tanto la Cina potrebbe stare bene per i prossimi 2.500... spero di godermene almeno una parte.

Zaijian,

Dimitri il cinese

postato da: shanghai alle ore 12:57 | link |
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giovedì, 15 giugno 2006

Evviva il comunismo e la...

Ni Hao!

"pioverà per quaranta giorni e quaranta notti!"

Per non so quante migliaia di anni i massimi studiosi di teologia si sono dedicati all'interpretazione di questa frase, dal settimo capitolo della Genesi, parte della Bibbia.

C'è chi sostiene di sapere dove si è arenata l'arca. C'è chi si dedica alla geologia per cercare le tracce del diluvio.

Sembra tutto così complesso e, invece, non c'è nulla di più semplice.

Chi ha scritto quella frase altri non era che un meteorologo e quello di cui parlava non era un imminente diluvio.

No, nulla di tutto ciò.

Semplicemente era un meteorologo talmente bravo che ha saputo indicare con la massima precisione le condizioni meteo del periodo maggio-giugno 2006 nella città di Shenzhen, Cina.

Il vero diluvio è qui!

Scusate lo sfogo ma non se ne può davvero più. Meno male che sono stato qualche giorno in Italia e, durante le 11 ore di volo, stando al di sopra delle nuvole ho potuto godermi un po' di sole. Si, perché qui è da più di un mese che non si vede.

Mi sa che anche qui le stagioni sono andate. Oppure sono i libri a mia disposizione, ovvero quelli pubblicati in Italia, che proprio sono andati...

Già lo scorso anno, per chi ha seguito il blog precedente (il link è qui a sinistra nella colonna - Shanghai è in Cina) mi ero ritrovato a fare riflessioni sulle discordanze fra teoria e pratica. In quell'occasione, infatti, notavo come i testi in mio possesso davano a Shanghai il mese di agosto come il più piovoso dell'anno, con una media registrata di 19 giorni di pioggia su 31. Ha fatto 2 temporali, uno a inizio e uno a fine agosto. 2 giorni di pioggia reali contro i 19 previsti.

Qui a Shenzhen, sempre secondo la teoria, verso la metà di agosto si dovrebbero presentare i monsoni e regalare una bella stagione delle piogge, in perfetto clima tropicale (del resto siamo a metà fra il tropico e l'equatore, più di così...) umido e bagnaticcio, fino a ottobre.

Si, ok. Ma da metà agosto!

Che ca**o ci fa il monsone qui da metà maggio?!?!

Speriamo che, come è arrivato in anticipo anche in anticipo se ne vada, perché va bee 40 giorni ma... 6 mesi di pioggia non credo di reggerli!

Forse è il caso di distrarsi...

Di che si parla in Italia da qualche giorno a questa parte?

Noooo!!!

Davvero?

Non avrei mai pensato!

Mai come qui in Cina, secondo me.

Si, perché se in Italia, almeno, molti parlano con (parziale) cognizione di causa, i cinesi non mi vengano a dire che capiscono qualcosa di calcio perché sarebbe troppo grossa.

Eppure non c'è angolo che non sia tematizzato.

Ovunque ti giri, la parola d'ordine è una sola:

"d guò ar lin lin liù"

che, tradotto dalla pronuncia cinese italianizzata dal sottoscritto a vostro uso e consumo, significa:

"Germania 2006"

Già... il calcio...

All'inizio sono riuscito a starne un po' in disparte.

Poi, lunedì mattina apro la posta e, in tutte e due le caselle e-mail del lavoro, trovo un messaggio della Prof di economia (leggi: mia madre), che per chiarezza e totale menefreghismo nei confronti della privacy, riporto in forma integrale, con testo, dimensioni, carattere, colore, tutto così come ricevuto:

IL TORO E' IN SERE A!!!

Ciao, Mamma.

penso che non ci sia da aggiungere quale sia la squadra ufficiale di famiglia...

Per fortuna la cara mammina non ha voluto infierire sulle mie misere spoglie e non ha minimamente fatto accenni in merito al Gran Premio di Formula 1 d'Inghilterra.

E' ormai evidente che, tornando a parlare del libro citato più sopra, ovvero la Sacra Bibbia, credo che da qualche parte, fra le centinia di pagine, vi sia una profezia che sarebbe stato meglio raccogliere per tempo, magari per cercare di correre ai ripari.

Parlo della maledizione del biennio 2005-2006, la peggiore che si potesse immaginare.

Ovviamente sto parlando della stramaledettissima accoppiata:

Alonso + Renault

GGGGRRRRRRRRRR!!!!

Ma, come se non bastasse, la maledizione ha addirittura trovato il modo di riproporsi peggiore del previsto.

Si, perché in occasione del GP d'Inghilterra, e a questo punto temo anche del prossimo in Canada, il duo maledetto è diventato un trio:

Alonso + Renault + Televisione Cinese.

Già, perché questi imbecilli patentati (ho il sospetto che la patente non l'abbiano) cosa hanno fatto?

In occasione dei mondiali, di cui parlano tutti, solo e per tutto il tempo, hanno pensato bene di non trasmettere il Gran Premio!!!

Nulla!

Niente!

Neanche una frazione di secondo!!!!!!

SILVERSTONE: il tempio dell'automobilismo, sede del primo storico Gran Premio di Formula 1. Circuito dove i più grandi campioni ne hanno viste di belle e anche di brutte (chiedetelo alle gambine di Sochmacher). Uno dei più bei posti dove voler scegliere di morire, se si potesse.

Cosa ne pensa la CCTV5, ovvero il quinto canale (su 12) della TV di Stato Cinese, quello interamente dedicato allo sport?

Un bel: ecchissenefrega?!?!?

Vogliamo mettere la Fomula 1 con due ore di prepartita per il match del secolo:

Serbia Montenegro - Olanda?

Partita che non capisco neanche a cosa serva, visto che il Montenegro ha votato un referendum che è passato (al contrario di quello che si spera succeda in Italia fra na decina di giorni) per separarsi dalla Serbia e divenire uno stato autonomo!

Due ore di imbecilli, che non sanno neanche bene che forma ha il pallone, invece della MIA Ferrari!

Che nervi.

Insomma, se pensavate che qui fosse diverso, non avete proprio capito.

In Italia avete una squadra per cui tifare. Seguite le artite della squadra e poco più.

Qui è tutto un mondiale.

Non c'è centro commerciale che non abbia fuori dalla porta il tabellone con gironi e risultati.

Non c'è un fast food che non ti regali il calendario delle partite.

Non c'è un santo che mi faccia vedere del normalissimo automobilismo in TV :-(

Alla fine ho dovuto rassegnarmi e, ogni tanto, butto l'occhio ai 36 pollici SONY che mi stanno privando del colore rosso (Ferrari) da tropo tempo, e qualche pezzettino di calci al pallone lo vedo anch'io.

Del resto, come potersi perdere chicche come Pavel Nedved che in perfetta lingua sconosciuta ai più, dopo un liscio da mai dire goal, esterna il suo chiaro pensiero in italiano perfetto, a giudicare dal labiale:

"porca put**na t**ia!!!"

Ecco perché i calciatori stranieri volgiono venire a giocare in Italia. Per imparare la nostra lingua, così durante i mondiali, quando il loro primo piano viene trasmesso in mondovisione, possono imprecare in una lingua diversa da quella dei loro connazionali, ed evitare le varie polemice del caso.

Del resto la nostra è una lingua sconosciuta ai più, e non solo la lingua.

L'unica speranza è che ci sia il lato positivo. Con tutto questo battage sui mondiali, in teoria, il mese prossimo non dovrebbe più succedermi di trovare qualche stordito che mi fa questa domanda:

"ma l'Italia, in che continente è?"

Il 2006 è l'anno della cultura italiana in Cina, non lo sapevate?

Forse non vi è giunto all'orecchio perché lì da voi si parla solo di conti pubblici e dei soldi da spendere che non ci sono.

Pare che qui dalle mie parti il problema non sussista, anzi.

Ecco allora che un paio di giorni fa il ministro dell'economia (cinese ovviamente) si è potuto permettere di far sapere al mondo che a maggio la bilancia del commercio estero ha segnato un nuovo record positivo, con un avanzo di 13 miliardi di dollari.

Vuol dire che a maggio la Cina ha venduto al resto del mondo per un valore di 13 miliardi di dollari (oltre 10 miliardi di Euro) in più rispetto a quanto ha comprato, ovvero di guadagno. In un solo mese. E' quanto servirebbe all'Italia per cominciare a sistemare le ca**ate della coppia Berlusconi-Tremonti.

E' da qui che è nata la nuova versione tutta cinese della celebre canzone:

Avanti Popolo, alla riscossa, banidera rossa... ecc ecc fino al rinnovato finale...

Evviva il comunismo e la... GRANA!!!

Zaijian,

Dimitri il cinese.

postato da: shanghai alle ore 23:20 | link |
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sabato, 10 giugno 2006

Cina la notizia...

Ni Hao!

Penso sia un dato di fatto. La polemica piace.

Basta fare un po' di polemicia, nel mio caso pochi giorni fa contro i giornalisti, ed ecco che piovono commenti positivi, visite ecc.

Verrebbe da pensare che se vuoi avere un blog visitato non devi fare altro che essere polemico, contro tutto e contro tutti.

Ho da tempo (anni) notato che i blog che piacciono sono quelli critici. Basti pensare che in Italia quello più visitato appartiene a Beppe Grillo.

Mi piace da matti Grillo, me la spasso a guardare i DiVx dei suoi spettacoli ma...

Diciamo le cose come stanno, quando parla di Cina spara un mare di ca**ate, a mio parere perché (come tutti) non sa di cosa sta parlando.

Ma veniamo a noi.

Siccome il blog non si chiama "La mia polemica" ma "La mia Cina" non mi sembra il caso...

Ho però chiara una cosa, la Cina fa notizia.

Ogni giorno di più.

Da qui non ho molte occasioni di tenermi ben informato, sia per la scarsa reperibilità delle notizie, sia per il tempo che sarebbe necessario.

Quasi regolarmente leggo le notizie sul sito del Corriere Della Sera.

Non che mi piaccia particolarmente. Preferirei leggere La Repubblica.

Il problema è che da qualche mese a questa parte il sito www.repubblica.it è diventato inutilizzabile. Talmente lento che 9 volte su 10 ti si apre solo l'intestazione, la pagina te la sogni.

Il sito del Corriere è tutto sommato abbastanza leggibile, anche se le notizie le riporta a modo suo (così come fanno gli altri del resto). Non ci sarebbe nulla di male, se non fosse che non le riporta nel modo che a me piace. Vabbé, non possiamo fare diversamente.

Altra fonte di notizie è Google, che con Google News a volte offre spunti interessanti.

Tornando però al Corriere, mi sembra evidente che qualcuno, in redazione, gli occhi puntati sulla Cina li ha eccome.

Sapevate che esiste una versione in cinese del sito Internet del più venduto quotidiano italiano?

Eccola qui: Corriere della Sera - 意大利生活

Ma questo non è l'unico indizio.

Il post precedente (quello sui giornalisti) nasce da una foto, appunto presentata dal Corriere.

Ho fatto un'analisi e mi sono reso conto (prendendo in cosiderazione solo il 2006) che la Cina è un argomento che viene tenuto decisamente in considerazione da questo quotidiano.

Dall'inizio dell'anno sono stati pochi i casi in cui non è stata presentata una immagine riguardante la Cina, fra quelle scelte per rappresentare gli accadimenti della giornata nel mondo.

Sarà un caso?

Io dico di no.

Ogni giorno (o quasi) viene offerta un'immagine di sport, una riguardante animali, una particolarmente sensazionale, una bella topa (o più) e una che abbia a che fare con la Cina.

Ho deciso di raccoglierle e di proporle fra i media di questo blog: MediaBlog ci vorrà un po' di tempo, ma so che siete pazienti ;-)

Non si tratta per nulla di un caso ma di qualcosa che è a mio parere assodato:

la Cina fà notizia

o, come recita il titolo di questo posto:

Cina la notizia!

A un patto, però. Che non si scrivano ca**ate!

Ci riusciranno?

Zaijian,

Dimitri il cinese.

postato da: shanghai alle ore 18:05 | link |
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martedì, 06 giugno 2006

Giornalisti... massa di imbecilli?

Ni Hao!

Il mestiere del giornalista è strano.

Una delle classi più privilegiate d'Italia.

Quelli che, per intenderci, hanno diritto a viaggiare nelle corsie preferenziali o ad entrare gratis in cinema e sale da concerti, solo per fare qualche esempio.

Eppure sembra che questa classe privilegiata (oddio, forse proprio per questo) sia popolata perlopiù da immense orde di imbecilli senza speranza di redenzione.

Non me ne vogliano i giornalisti.

Sono stato per un po' una specie di collega. Ero anche partito sulla strada dell'iscrizione all'albo, ma mi sono fermato a metà percorso.

Sempre più spesso penso che, di fatto, non lo meritavo. Non so se sia un male...

Perché ce l'ho tanto con i giornalisti? Vi starete chiedendo...

Semplicemente perché fanno il loro mestiere.

Niente più.

Non il mestiere per cui sono "venuti al mondo" ma quello che oggi, nel nuovo millennio, è il lavoro demandato al giornalista.

Se pensate che questo sia "fare informazione" vi sbagliate di grosso.

Oggi come oggi i giornali e, di conseguenza, i giornalisti servono solo a "fare propaganda", "diffamare", "attaccare" ma, soprattutto, "far vendere più copie!".

Questo è lo scopo ultimo dei giornali. Vendere. Vendere più copie possibili. Far generare profitti agli editori.

Anche se questo vuol spesso significare "DISINFORMAZIONE".

E' quanto accade, per esempio, nei confronti della Cina.

Sistematicamente. Senza mezze misure. I giornalisti sanno che il popolo italiano (dopo innumerevoli lavate di cervello) guarda con sospetto, se non timore, se non addirittura odio, ai maledetti musi gialli.

Non tutti, certo. Se andate a guardare le analisi delle parole più cercate (in merito alla Cina) su Google trovate fra le altre (e ai primi posti) "donne cinesi", "donne nude cinesi", "cinesi nude", "tr** cinesi", "accompagnatrici cinesi", "sesso cinese" e via discorrendo. C'è quindi una fetta di popolazione che, comunque, guarda (vorrebbe guardare) alla Cina con i suoi (soliti) occhi.

Ma non è certo la maggioranza. Gli altri, che sono tanti, sono quelli che interessano agli operatori della DISinformazione.

Voglio farvi un esempio su tutti, qualcosa che mi ha colpito molto.

Forse prima di questo esempio sarebbe il caso di invitarvi a leggere un mio post sul vecchio blog:

I cinesi sono magri!

Se non avete tempo ne voglia, andiamo avanti e cominciamo con il mio esempio:

Corriere della Sera (il quotidiano più venduto in Italia!) del 23 Aprile 2006:



La didascalia di questa immagine, indicata quale "foto del giorno", sostiene:

PROBLEMA SOCIALE Il 26enne Liang Yong porta il figlioletto in un cestino, mentre si sposta a piedi nella città cinese di Chongqing. Liang, che era arrivato a 220 chili, era sceso a 110, ma è risalito a 210 dopo il matrimonio. Sono oltre 200 milioni i cinesi sovrappeso, 60 milioni quelli considerati gravemente obesi (EyePress/Ap photo)

Avete capito? Proprio così! PROBLEMA SOCIALE!!!

Allarme! Attenzione! Se per caso avete letto il blog di un pirla che scrive che i cinesi sono magri, sappiate che sono tutte boiate!!!

I cinesi sono grassi!!!

E', per forza, quanto è portato a pensare chiunque legga la descrizione di questa foto, di cui riassumo i dati sostanziali quanto allarmanti:
  • 200 milioni di cinesi sovrappeso!!!
  • 60 milioni di cinesi obesi!!! !!!! !!!!!!!!
Noi (voi) italiani siamo (siete) 60 milioni... quanto i cinesi obesi!!!

Cavoli sti cinesi che popolo di schifosissimi grassoni... 200 milioni (metà dell'Europa) di sovrappeso... ma quanto mangiano sti maiali?!?!?!

Siamo davanti a numeri sconcertanti... o forse no... pensiamoci su un attimo.

FERMI TUTTI!!!

Da quando in qua i fattori legati a una popolazione, locale o mondiale che sia, si valutano in termini di numeri assoluti?

Da che mondo è mondo, proprio per non cadere in errore, si sono sempre usate le percentuali, o sbaglio?

Proviamo allora a rivedere i dati in questo senso? Che ne dite?

Supponiamo che i numeri siano stati un po' gonfiati... per esempio erano 183,4 milioni e veniva comodo (oltre che sensazionalistico) fare 200... magari erano 56 milioni ma 60 fa cifra tonda, è facile da leggere... no?

Per questa mia valutazione, voglio usare i numeri così come ci sono stati dati, ovvero 200 milioni sovrappeso e 60 milioni di obesi. Bene. Tanto per avere la peggiore delle situazioni.

Quanti sono i cinesi? Secondo me, e secondo le stime di molte organizzazioni indipendenti di mezzo mondo, superano la quota 1,5 miliardi. I dati ufficiali di pechino, però, parlano di 1,3 miliardi di individui.

Anche in questo caso, voglio prendere il dato più sfavorevole al mio scopo, quindi parto dal presupposto che i cinesi siano meno del reale, 1 miliardo e 300 milioni di individui.

Creiamo due dati molto semplici quanto significativi:
  • In Cina gli obesi rappresentano il 4,61% della popolazione
  • In Cina i sovrappeso rappresentano il 15,38% della popolazione
Dati che con stime più realistiche (giornalisti che sgonfiano il gonfiato e cinesi che dichiarano i doppi figli) potrebbero scendere al 3 e a poco più del 10% della popolazione.

Come come???

Sbaglio o il 10% di cinesi sovrappeso era proprio la percentuale che io avevo stimato a occhio qualche mese fa, scrivendo di tofu e salsa di soia?

I cinesi sono tornati magri?!?!

Vi propongo un po' di link da andare a visitare:

Ministero della Salute: “Diamo i numeri”: le statistiche sull’eccesso di peso infantile in Italia

Stampamedica.it: In Italia l'obesità è donna

Cibo360°: chi è obeso?

Potrei andare avanti, ma vi lascio a una ricerca su Google:

Statistiche Obesità Italia

Insomma, a quanto sembra, in Italia (nel 99 quindi il dato è certamente peggiorato) i dati erano:
  • In Italia gli obesi rappresentano il 9,1% della popolazione
  • In Italia i sovrappeso rappresentano il 33,4% della popolazione

Ma come, i cinesi obesi sono il 4,6%... gli italiani il 9,1%... ma è il doppio... perbacco... anche i solamente "grassi" sono il 15% in Cina e il 33% in Italia... è anche più del doppio!!!
Allora, chi sono i grassi maiali schifosi?!?!

I cinesi o gli italiani?

In realtà gli americani sono i primi della lista ;-)

Tutto questo non per sottolineare il fatto che, ogni volta che vengo in Italia (anche la settimana scorsa mi è successo), non riesco a fare a meno di notare quanto stiate ingrassando ogni giorno di più (alla faccia della crisi economica).

Ma, dicevo, lo scopo è quello di parlare di quei giornalisti (quasi tutti) che usano stratagemmi per reindirizzare le informazioni nel modo che vogliono (sempre il peggiore) facendo, di fatto, DISinformazione.

60 milioni di cinesi obesi sono, in percentuale sulla popolazione, la metà degli italiani.

Ma, secondo voi, un titolo come:

IN ITALIA IL DOPPIO DEGLI OBESI RISPETTO ALLA CINA!!!

Sarebbe piaciuto al direttore? Io dico di no. E il giornalista ben lo sa.

Non tutti sono così. Certo.

Per esempio non ho mai smesso di sottolineare quanto bravo e obiettivo sia Federico Rampini, inviato di Repubblica a Pechino, del quale consiglio sempre il libro:

Il secolo cinese - edito da Mondadori - che potete trovare cliccando qui

Forse l'unico libro che veramente parla (in modo obiettivo) della Cina di oggi.

Un solo favore...

voglio chiedervi.

Ogni volta che leggete una notizia sulla Cina, qualsiasi sensazione vi comporti, lasciate perdere... tanto è sicuramente stata distorta :-(

Zaijian,

Dimitri il cinese

postato da: shanghai alle ore 12:13 | link |
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domenica, 04 giugno 2006

Comprare dalla Cina e da Hong Kong (Guida eBay)

Ni Hao!

Ma sì, dai... torniamo al vecchio saluto, quello del primo blog.

Come ho scritto ieri, nei 5 mesi di astensione bloggara non ho proprio tenuto la tastiera ferma (se avete un notebook Acer e scrivete un po', anche voi avrete la A, la M, la C, la E, un po' di S, partede della O e della N che non si leggono più... sono ormai certo che succede a tutti gli Acer).

In particolare, ho dedicato del tempo a scrivere Guide per gli utenti della versione italiana del sito di aste online eBay. Forse non tutti hanno chaira la situazione ma, di fatto, eBay è ormai un colosso frequentato da milioni di persone ogni giorno dove, sempre quotidianamente, si concludono compravendite per svariati milioni di Euro. Il numero uno mondiale del commercio elettronico.

Le Guide sono uno degli strumenti che eBay mette a disposizione della comunità di utenti per scambiare informazioni. Chi ha qualcosa di interessante (non sempre purtroppo) da dire, può farlo. Chi legge può anche esprimere un giudizio. Gli scrittori che ottengono i migliori giudizi compongono anche una classifica nella quale, il primo, viene insignito del titolo di "Miglior Recensore". Indovinate un po'...

Se tante persone le hanno trovate utili, ho pensato, perché non riproporre anche qui qualcuna delle mie guide?

Detto e fatto, ecco la prima, quella che su eBay Italia risulta essere la più votata dagli utenti, ovvero la più utile:


Comprare dalla Cina e da Hong Kong... SI o NO?

Sono italiano ma vivo in Cina, per la precisione a meno di 1km dal confine con Hong Kong, dove vado quasi tutti i giorni per lavoro. Conosco il Paese, la gente e anche il mercato della vendita online, visto che è anche il mio mestiere. Spero quindi di poter essere utile a chi ha dei dubbi su questo argomento.

Lo scopo di questa guida non è quello di pubblicizzare me stesso, qualche prodotto o qualche servizio. Non a caso è scritta con il mio account personale, che ha si e no una decina di feedback. Voglio provare ad essere d'aiuto, per chi ha troppi dubbi e anche per chi ne ha fin troppo pochi.

Partiamo dall'inizio:

La Cina

Un paese di un miliardo emmezzo di persone, di cui oltre la metà lavorano. Un paese immenso, il terzo stato più grande del Pianeta, ma sicuramente il più popolato. Gli Stati Uniti d'America sono più grandi (di pochi kmq ma lo sono) della Cina, eppure sono popolati solo da un quinto degli abitanti di questo Paese che mi ospita.

Perché i prodotti cinesi costano così poco?

Coloro che non sanno (qualcuno direbbe gli ignoranti) solitamente dicono che è perché qui la gente viene sfruttata, i bambini fatti lavorare per 15 ore al giorno in cambio di una ciotola di riso, ecc ecc. Certo, non è facile immaginarla in modo diverso quando sciocchi giornalisti occidentali, pur di fare tiratura e di vedere il proprio nome letto da più persone possibili, raccontano le cose come piace alla gente che vengano raccontate, non sempre correttamente e non sempre tutte.

I prodotti cinesi costano poco perché TUTTO in Cina costa poco. Se pensate che un operaio cinese, che prende 150 Euro al mese di stipendio, sia sfruttato, faccia la fame e venga fustigato, allora dovete sapere che questo operaio paga di affitto 30 Euro (e molto spesso non lo paga perché l'azienda gli offre il posto dove vivere), fa la spesa con altri 30 Euro e il mezzo pubblico per recarsi al lavoro lo paga 10 centesimi di Euro. Alla fine del mese l'operaio non solo avrà fatto una vita normale con uno stipendio da 150 Euro, ma avrà anche avuto la possibilità di mettere via dei soldi.

Ecco perché i prodotti cinesi costano così poco, perché tutto, dalle materie prime alle ore lavorative, dai trasporti alle infrastrutture per le aziende, costano poco.

Perfino il conto bancario. Quanto pagate voi all'anno per la tenuta del conto bancario? In Cina, per legge dello Stato, le banche non possono richiedere denaro per apertura, gestione e chiusura dei conti bancari, quindi il conto in banca è gratis.

Hong Kong

Hong Kong merita un discorso a parte. E' un pezzo di Cina, nel senso che ne fa parte come territorio ma, fino al 2047 godrà di uno statuto speciale che di fatto la mantiene autonoma quasi come quando era colonia inglese.

Hong Kong è paradiso fiscale. Non ci sono tasse doganali ne in entrata ne in uscita (a parte per petrolio, tabacco e alcolici), non ci sono tasse sulle rendite e le tasse sui profitti sono del 17,5%, una miseria rispetto alla media occidentale del 35/40%.

Hong Kong non ha più fabbriche, o quasi, da anni ormai. Quindi, quando qualcuno vi dice che compra a Hong Kong, o che vende da Hong Kong, non fatevi strane idee... trasformate pure la parola Hong Kong in CINA!

Comprare dagli utenti eBay in Cina e Hong Kong

I dubbi principali relativi all'acquisto su eBay di oggetti, perlopiù tecnologici, dalla Cina o da Hong Kong sono due:
  1. se mi fregano?
  2. la dogana in Italia?
Prima di approfondire queste due tematiche, vorrei chiarire un concetto.

Quando qualcuno vi dice che vi vende qualcosa da Hong Kong, ricordate quanto poco sopra? Semplicemente NON CREDETECI!!!

Nessuno, o quasi, fa questo da Hong Kong. Sono tutti in Cina. Perlopiù in città del sud, come Shenzhen, dove anche io vivo, che confina con Hong Kong. Ma è decisamente improbabile che siano a Hong Kong. Questo semplicemente perché Hong Kong, in tutto, costa il triplo della confinante Shenzhen.

Certo, gli oggetti che vi saranno inviati partiranno da Hong Kong, ma questo non significa che:
  • tali oggetti provengano da Hong Kong, solitamente sono portati lì dalla Cina, spesso in modo illegale;
  • tali oggetti siano garantiti da aziende di Hong Kong, nella maggiorparte dei casi (tutti direi) sono aziende cinesi;
  • chi invia l'oggetto sia un venditore di Hong Kong, quasi sicuramente è cinese;
  • chi invia l'oggetto è chi ve lo ha venduto, quasi mai è così.
Quest'ultimo punto merita di essere speigato meglio, lo farò più avanti.

Ora voglio approfondire i due punti elencati precedentemente.

Se mi fregano?

Personalmente credo che le possibili fregature siano relativamente basse, e vi spiego perché.

Forse la maggiorparte delle persone che mi leggono sono acquirenti e non venditori. Avete quindi usato, magari molto, eBay e PayPal per comprare ma non per vendere.

Non avete idea di quanti e quali controlli queste due aziende (che poi sono una sola) facciano sui venditori.

Se usate un conto PayPal per vendere, incassati i primi pagamenti cominceranno a chiedervi prima di tutto di mandare via fax documenti personali, certificati di residenza ecc. Quando raggiungerete cifre maggiori, vi chiederanno ulteriori documenti, sempre più complessi.

PayPal può arrivare (con me lo ha fatto) a chiedervi di prendere visione delle fatture dei vostri fornitori e, magari, mentre lo fa vi tiene un conto bloccato per una settimana o anche più. Qualcuno (io sono fra quelli) potrebbe pensare che è lesivo per la privacy. Ma certamente è una garanzia di sicurezza nei confronti degli acquirenti.

Ne consegue che un venditore che ha raggiunto, mettiamo, i 100 o 200 feedback accettando pagamenti con PayPal, ha passato una serie di controlli di sicurezza decisamente fitta e quindi può essere considerato attendibile.

Ma oltre a questo, c'è da considerare un secondo fattore. Avete idea di quanto sia difficile e costoso fare vendite fino a quando non si sono raggiunti i 100 o 200 feedback? Soprattutto per un venditore internazionale.

Il sistema di feedback, unito ai controlli che fanno eBay e PayPal, è uno strumento potentissimo.

Di fatto anche un vendtore internazionale, se gli va bene, non ha più di una settimana o 10 giorni di tempo per fregare la gente. Dopodiché inizieranno a partire i feedback negativi e i controlli di eBay e PayPal e questo venditore avrà chiuso.

Ne consegue che, in una settimana, si possono fare molte vendite, e quindi molti soldi, solo se si ha una cospicua dote di ffedback positivi alle spalle. Ma se si è lavorato magari un anno per costruire 1.000 o 2.000 feedback, vale la pena di buttare tutto per cercare di fregare 2 o 300 persone? Secondo me no.

Ecco perché penso che il concetto sia: un venditore, di qualunque parte del mondo, che ha raggiunto un buon numero di feedback (qualche centinaio) non è uno che ti rifila una fregatura, quindi penso di poter dire che ci si può fidare.

Il primo dubbio, a mio parere, è da considerare come troppa paura di mettere il naso fuori di casa.

Esiste però il secondo problema.

La dogana

Chi compra dalla Cina o da Hong Kong, lo fa per risparmiare, molto spesso per risparmiare davvero tanto. Fino al 50%. Solitamente un 30%.

E' chiaro che se, quando arriva il prodotto in Italia, bisogna pagare i dazi doganali e l'IVA, se ne può partite un 25%, che rende il risparmio inutile.

Parliamoci chiaro. Non pagare le tasse di importazione significa eludere il fisco.

Va da se che l'Italia è il paese dei furbi. Non a caso io mi diverto a far notare ai cinesi che loro hanno inventato la pasta (i noodles), ma noi siamo diventati famosi per gli spaghetti :-)

Ecco quindi che nessuno si scandalizza all'idea di comprare qualcosa senza pagare l'IVA o qualche altro balzello. D'altronde il nostro è il Paese dove il primo a non pagare le tasse è... lascio a voi qualsiasi conclusione.

Quando si compra dalla Cina (ormai non aggiungo anche Hong Kong, tanto credo abbiate capito che sono la stessa cosa) il rischio dogana c'è sempre. In alcuni casi è maggiore, in altri è minore.

Piccoli pacchetti, contenenti ad esempio un lettore MP3, hano un'altissima probabilità di passare inosservati.

Un televisore al plasma da 60 pollici che vi arriva con un valore dichiarato di 30 dollari... diciamo che fanno bene a mettervi in galera, se non altro perché avete voluto essere davvero troppo furbi ;-)

Come vengono spediti i pacchetti dalla Cina

Solitamente le spedizioni viaggiano con le poste di Hong Kong. Più che altro perché costano un poco meno. E poi perché in Cina si paga l'IVA del 17%, a Hong Kong no.

Quindi i prodotti vi sono venduti da utenti eBay cinesi, che lavorano dal computer in Cina, ma spediti da magazzini di Hong Kong, che quasi mai sono dello stesso utente che ha fatto la vendita.

Ma questo non avviene solo in Cina. Negli Stati Uniti si stima che il 50% del business online avvenga in questo modo. E' legale, è regolare e anche sicuro, oltre che conveniente.

I pacchi viaggiano solitamente in modo anonimo, con una semplice etichetta d'indirizzo, spesso scritta a mano. Nella maggiorparte dei casi, solo il vostro indirizzo sarà scritto in caratteri occidentali, tutto il resto in cinese.

Questo purtroppo è il primo problema. Un pacco con tutte le scritte in cinese, indirizzato a un italiano, si nota di più che un pacco scritto in caratteri occidentali.

Solo in alcuni casi si può avere una spedizione che da meno nell'occhio, ovvero fatta da un occidentale, ma come detto non voglio parlare di questo perché non voglio usare questa guida per fare pubblicità al mio lavoro o a quello di altre aziende.

La cosa più importante del pacco che vi arriva (oltre al contenuto) è una piccola etichetta adesiva verde, che si chiama modulo CN22. Questa etichetta è la dichiarazione doganale. Le caratteristiche salienti di questa etichetta, oltre alle altre informazioni che riporta, sono la tipologia di spedizione e il valore.

I prodotti dalla Cina sono sempre spediti come REGALO (GIFT). Quindi un pacco da questo paese vi verrà inviato come regalo. I regali non prevedono pratiche doganali e non devono essere accompagnati da fattura.

Attenzione! La responsabilità di dichiarare l'oggetto come regalo è del mittente. Quindi se qualcuno vi contesta il fatto che non crede sia un regalo, non è con voi che deve parlare ma con il mittente. Questo è scritto chiaramente sul modulo doganale.

L'altra cosa importante è il valore. Vi sono convenzioni internazionali che prevedono che un valore dichiarato sotto i 50$ non paghi dazi d'importazione. Non mi risulta che in Italia sia sempre rispettata questa convenzione. Qualche volta per ignoranza dei funzionari che la dovrebbero applicare, la maggiorparte delle volte per ignoranza dei destinatari che non lo sanno e quindi non fanno valere le proprie ragioni.

La cosa importante è che, se qualcuno contesta la possibilità che abbiate effettivamente ricevuto un regalo, voi potete con fermezza sostenere che si tratta di un regalo, magari accennando a un amico o amica conosciuti su Internet a cui voi a vostra volta avete mandato un regalo tempo prima, per esempio, e che le eventuali contestazioni vanno riportate a chi ha spedito.

L'altra cosa importante da considerare è che più e grande l'oggetto che ricevete e più da nell'occhio, questo è chiaro.

Un piccolo discorso va fatto per le spedizioni assicurate. Proprio per non pagare le tasse, non va acquistata merce con spedizione in assicurata che valga più di 50$, perché l'assicurazione è sul valore dichiarato e se si dichiara 100$ di valore, per avere la copertura assicurativa, allora è ovvio che ci si troverà con maggiori potenzialità di pagare le tasse, anche se la spedizione come regalo non dovrebbe esserne soggetta.

Mai farsi spedire qualcosa a un indirizzo d'uffiicio, negozio ecc. Verrebbe interpretata come campionatura o come prodotto commerciale che si cerca di far passare extra dogana, quindi paga anche la multa oltre ai dazi.

Le spedizioni con corriere

Sono le più sicure, ma convengono poco.

Il problema non è di costi, ci sono modalità di spedizione con corriere che non garantiscono la consegna i due giorni ma che costano decisamente poco.

Il fatto è che i principali corrieri, come DHL, TNT, UPS ecc, operano i servizi di importazione adottando un sistema particolare di esenzione dai controlli.

In pratica queste società non fanno passare la merce dagli uffici doganali ma fanno loro stesse da doganieri. Ovvero, per ogni spedizione che hanno in ingresso, sono loro a calcolare e far pagare ai clienti le tasse, girando poi il ricavato allo Stato.

Proprio per poter mantenere questa condizione di beneficio, che permette loro di garantire servizi nei tempi contrattuali, cosa che non sarebbe possibile se ti trovi un doganiere che si è svegliato con la luna di traverso, queste compagnie non sono molto propense a supportare felicemente il transito di merce dalla Cina all'occidente in modo quantomeno dubbio.

E' quindi preferibile aspettare venti giorni una spedizione di tipo pacchetto via aerea, piuttosto che avere la quasi certezza di costi aggiuntivi quando il corriere si presenterà per la consegna.

I costi di spedizione

Spedire dall'oriente costa carissimo!

In Cina osta meno mangiare un'aragosta da 2Kg che spedire qualsiasi cosa che persi 2 Kg in Italia.

Vi faccio degli esempi. L'ecquivalente del nostro pacco celere, qui in Cina si chiama EMS. Lo trovate qui: http://www.ems.com.cn/ems/English/index.jsp

Ecco i prezzi per l'Italia:

Meno di 500 grammi: 22 Euro
Otre i 500 grammi, primi 500 grammi 28 Euro, ogni 500 grammi in più 7,5 Euro.
Assicurazione il 2,5% del valore dichiarato.

Un pacco normale, invece, ovvero l'ecquivalente del pacco ordinario, costa 2,5 Euro ogni 100 grammi. A cui vanno aggiunti 2 Euro di registrazione e il 2% per l'assicurazione.

Quando quindi vi viene da pensare che le spedizioni dalla Cina facciano ricarichi sulle spese, ricredetevi. Costa davvero caro. Il concetto è che chi spedisce in giro per il mondo sta facendo guadagni, e quindi non è giusto che paghi poco. La maggiorparte dei venditori ha convenzioni e sconti, come anche noi possiamo avere in Italia con le poste, se facciamo tante spedizioni, ma spedire via aerea costa caro.

Capita spesso, quasi sempre, che la spedizione costì più dell'oggetto acquistato. Tutti e due messi insieme, però, meno dello stesso oggetto comprato in Italia.

I falsi

Scarpe false, orologi falsi, borse false.

Non c'è dubbio che questi prodotti attraggano il cliente occidentale. La Cina è un mercato fiorente per queste cose. Un Rolex fatto benissimo può costare 20 Euro. Una borsa di Gucci perfetta anche solo 15 Euro.

NON FATELO!!!

Oltre che illegale è immorale. Ma su questo abbiamo detto che gli italiani, a parte la domenica mattina in quel quarto d'ora dell'Angelus, sono disposti a chiudere un paio d'occhi su tutto (o quasi, diciamo tutto tranne la Mamma).

Non è la stessa cosa per lo Stato. Infatti importare un oggetto contraffatto non comporta solo la multa per i dazi, l'IVA o cose simili. E' un reato penale.

Nella maggiorparte dei casi non se ne accorge nessuno ma quella volta che lo sf...ortunato di turno siete voi, si spende molto più del valore di un orologio o di una borsa in avvocati penalisti (che sono cari) e in notti insonni pensando che sarete processati, davanti a un giudice, in un tribunale vero, come tutti i criminali, ovvero come chi commette un crimine, cosa che in effetti avete fatto. Non pensate di dire che non lo sapevate... la legge non ammette ignoranza!

Quindi, comprare prodotti elettronici a buon prezzo: SI ... comprare firme contraffatte: NO!

I prezzi

Occhio ai prezzi!

Troppo bassi, ovvero tanto bassi da non sembrare veri... non sono veri!

I falsi in Cina non sono solo borse od orologi.

Ne sa qualcosa per esempio la Sandisk, uno dei più grandi produttori al mondo di memorie per macchine fotografiche digitali. Le memorie della Sandisk, proprio perché le più famose, sono le più contraffatte.

Vi chiedete come si fa a contraffare una memoria? Semplice, si prendono gli scarti di fabbrica, che non hanno passato i controlli di qualità e andrebbero mandati al macero, si confezionano con finte scatole e finte etichette, e si vendono a 1/3 del prezzo dell'originale. Potrebbero funzionare, potrebbero ogni tanto perdere i dati. Lo scoprirete solo unasndole.

Questo è un esempio, lo stesso può succedere per molti prodotti.

Un giorno la venditrice di un'azienda mi ha fatto questa proposta: noi siamo costruttori per il famoso marchio ******. Lo stesso prodotto lo vendiamo anche con il nostro marchio oppure possiamo mettere il tuo marchio. Però se vuoi, paghi il 5% n più e noi vendiamo ufficialmente il prodotto senza marchio a un'azienda, che poi lo rivende a te con il marchio (quello famoso) e in realtà noi ti diamo il prodotto uguale a quello che mandiamo ai magazzini del marchio famoso.

Ovviamente non ho accettato, ma questo vi può far capire come si possono trovare sul mercato prodotti di marca anche a prezzi decisamente bassi. Non arrivano dai magazzini della casa famosa, ma da quelli del suo produttore, che sotto banco vende la sovraproduzione di cui ogni azienda cinese è capace.

Il prodotto in questo caso è perfetto, uguale all'originale. Di fatto è l'originale. L'unico problema è che in caso di guasto, contattando il centro assistenza della casa dal marchio famoso, il vostro prodotto non sarà riconosciuto come fabbricato da loro e quindi non supportato. Ma se non si guasta, allora è un prodotto originale.

Conclusioni

In conclusione io penso che l'acquisto dalla Cina sia al 98% sicuro, a patto di non essere sf...ortunati e di rispettare alcune regole:
  • Comprare da utenti eBay che abbiano già ottenuto la fiducia di altri acquirenti; è brutto da dire ma, se l'esperienza la fa qualcun'altro prima è meglio, anche se questo va un po' a scapito della nascita di nuovi venditori... se sono seri, onesti e sanno fare il mestiere, ci riusciranno di sicuro.
  • Pagare solo con strumenti sicuri, come il bonifico bancario, la carta di credito ecc. PayPal è uno strumento sicuro, anche troppo a volte.
  • Interagire con il venditore, prima dell'acquisto, dopo l'acquisto prima del pagamento e, infine, dopo la ricezione del prodotto (con il feedback lasciato il prima possibile).
  • Fare attenzione a quello che si compra.
Quindi la mia pesonale risposta è:

Comprare dalla Cina? SI, grazie.

Spero di esservi stato d'aiuto o, quantomeno, di compagnia.

Ciao.



Ecco qua... questo è quanto scrivevo in febbraio su eBay Italia, la guida che oggi risulta essere la più gradida dagli utenti di quella community.

Ce ne sono un altro paio che penso siano interessanti, non espressamente dedicate alla compravendita sulla piattaforma di aste. Ve le proporrò nei prossimi giorni.

Zaijian,

Dimitri il cinese.

postato da: shanghai alle ore 11:51 | link |
categorie: guide ebay
sabato, 03 giugno 2006

Il primo post non si scorda mai...

Certo che me lo ricordo il mio primo post!

No, non questo, quello del mio primo blog, quasi un anno fa.

Il titolo era "Ni Hao!" che è la prima parola che tutti, forse anche i cinesi, imparano in questa lingua. Mmmmhhh... forse i cinesi imaparano prima "mamma", ma questo è facile, qui si dice "mama" solo una emme in meno rispetto a noi.

E' vissuto circa sei mesi quel blog... l'ultimo post è stato quello di Natale (2005) con gli auguri a tutti.

Da allora non ho più scritto nulla.

Ad essere sincero non è proprio vero. Ho scritto parecchio, ma non nel blog. Per un po' di tempo mi sono dedicato a scrivere guide per gli utenti di eBay Italia, con discreto successo (di fatto sono il miglior recensore delle guide eBay in Italia) ma non con la stessa soddisfazione.

Già, perché un blog offre qualcosa di più. Permette di creare un rapporto più personale con chi legge.

Dopo lunghe meditazioni, quindi, più che altro legate al fatto che se decido di ricominciare devo essere coscente che bisogna dedicarvi del tempo, poi, ci siamo... la decisione è presa... nasce il nuovo blog!

La Mia Cina!

Il problema è sempre stato lo stesso... quando devo scrivere qualcosa (ho alle spalle un libro, un po' di articoli, varie ed eventuali) mi serve il titolo.

Senza titolo non ce la faccio, non riesco a scrivere :-(

Ecco perché ci ho messo quasi sei mesi a creare il nuovo blog. Non avevo un titolo.

Un po' di tempo fà ho provato a farmi aiutare dall'analisi delle visite. Ho un contatore nelle pagine e posso vedere anche quali sono le parole più usate nei motori di ricerca per raggiungere il mio blog.

Purtroppo i risultati sono stati poco utili. Infatti le ricerche principali erano: "comprare in cina", "cosa comprare in cina", "fare affari in cina" e (unica fra le non prettamente business) "cultura cinese".

Non essendo il mio blog un sito di consigli per gli acquisti, e non potendo parlare con piena voce in capitolo di cultura cinese (ci vorrebbe un saggio ottantenne secondo me per farlo) l'spirazione non si trovava. Niente titolo dai motori di ricerca, purtroppo.

Alla fine è arrivato, in modo quasi inaspettato.

Nei giorni scorsi (non succedeva da Natale) sono tornato in Italia. Per qualche ora, o poco più.

Mercoledì mattina (oggi è sabato) ero a Malpensa, in aeroporto, a fare il checkin e la gentile signorina che ha chiuso un occhio sul mio peso extra (35kg di salumi, formaggi e tortellini) mi ha fatto la fatidica domanda:

è un biglietto di ritorno giusto?

La mia risposta è stata fin troppo naturale:

Si, sto tornando a casa!

Già... la mamma, che mi ha accompagnato con la macchina, mi deve aver guardato un po' male... ma le cose stanno così.

I sospetti erano già piuttosto fondati.

Per esempio, qualche settimana fa un amico è venuto a trovarmi accompagnato dalla sua interprete, Stella, una ragazza cinese che da 5 anni vive in Italia.

Questo amico mi ha svelato che dopo poche ore, quando li ho lasciati in hotel, lei gli ha chiesto "da quanto tempo vivo in Cina" e, alla risposta "meno di un anno" pare sia rimasta sorpresa dal mio fare che ha definito semplicemente "cinese".

Il fatto è che ti ci fanno sentire "cinese" un sacco di cose.

Povera Italia!

Voi che state leggendo, pensate a questo: arrivo a Malpensa intorno alle 20 di un normale giovedì sera, con volo da Hong Kong via Amsterdam. Nonostante il mio bagaglio abbia l'etichetta "priority" (il che significa che di solito in qualsiasi aeroporto del mondo non ho il tempo di arrivare al nastro che trovo la valigia a girare come sul calcinculo) ricevo la mia valigia dopo 40 minuti... quasi le 21. Evviva Malpensa! Credo ci voglia molto tempo perché non è semplice ne rapido ricevere le valige, aprirle una ad una, selezionare cosa rubare e cosa lasciare e, quindi, reindirizzarle verso il legittimo proprietario (di quello che è rimasto, s'intende).

Il mio fratellino (1,85 per 95kg... ma comunque di 9 anni più giovane) mi attende e partiamo in macchina alla volta di casa. Nel tragitto, che prevede il passaggio da Novara, vicinanze di Vercelli ecc, in pratica più di metà dell'autostrada Milano-Torino (se non sbaglio una delle più importanti d'Italia) mi dedico alle telefonate.

Oddio! Dovrei dire "cerco di dedicarmi" alla telefonare. Perché se credete che sia semplice, allora mi sa che non avete molta sperienza di uso del cellualre. In quanto italiani, questo non può essere.

Fatto sta che in un'ora avrò passato al telefono meno della metà del tempo, fra linea che cade, segnale assente, occupato, non raggiungibile ecc. ecc. ecc.

Ve lo immaginate quanto può essere frustrante per uno che è abituato a parlare al cellulare in metropolitana, in ascensore, nel parcheggio sotteraneo del centro commerciale, sul treno ad alta velocità mentre viaggia a 435km/h ecc.?

Insomma, manco dall'Italia da 5 mesi esatti, appena arrivato (rispettando ovviamente i porci comodi degli operatori di Malpensa) cerco di dedicarmi alla cosa più naturale del mondo, ovvero chiamare parenti e amici, e non ci riesco!!!

Per la diamine se girano le....!!!

A pezzi, nei prossimi giorni, racconterò le altre senzazioni negative che ho raccolto in meno di una settimana nel Bel Paese (non i formaggini, che fra l'altro trovo senza problemi anche qui in Cina) ma...

Martedì sera, a poche ore dal mio rientro (a casa) viaggiavo in autostradata sulla Genova - Gravellona Toce e per caso mi ritrovo sintonizzato su Radio 1. Quando sono in macchina ascolto sempre Isoradio, perché ho il terrore delle code. Prefersco fare 100km in più piuttosto che uno solo in colonna.

Tornando a Radio 1, m'imbatto nell'intervista in diretta a due autori, la cinese Jung Chang e l'occidentale Jon Halliday, che parlano del saggio appena pubblicato (in Italia per Longanesi) dal titolo "Mao. La storia sconosciuta".

Al programma, oltre ai due scrittori, intervengono alcuni giornalisti italiani ai quali vengono affidate domande all'uopo.

Il libro, di oltre 900 pagine, che non ho letto e che credo non leggerò mai, è un resoconto che di fatto criminalizza il presidente Mao denunciando (e utilizzando allo scopo quale documentazione interviste a molti vecchi cinesi) tutte le malefatte del suo regime.

Per la carità, non è mia intenzione parlare di questo, ne mettere in dubbio alcunché.

Se ti interessa saperne di più su questo libro lo puoi trovare facendo click qui.

Quello di cui voglio parlare è di come un'ora di programma radiofonico sul primo canale del servizio pubblico sia stato dedicato a:
  • 70 milioni di presunti morti in 30 anni di dittatura; mi chiedo quanti ne ha fatti una sola bomba atomica americana o quante persone muoiono ogni giorni di fame in Africa...
  • il partito comunista che censura i mezzi di comunicazione; ma per la miseria proprio noi che dobbiamo festeggiare il 9 aprile come nuova festa della liberazione parliamo di censura dei mezzi di comunicazione?!?!....
  • memoria storica, fatti documentati o meno, favoleggiamenti sul mausoleo di P.za Tien An Mien ecc.
Credete che in un'ora qualcuno abbia parlato di cos'è la Cina oggi?

Sono passati 30 anni dalla fine della dittatura di Mao. La Cina è di fatto il Paese più ricco al mondo, quello dove il capitalismo la fa da padrone indiscusso, quello dove si concentra il maggior numero di grattacieli, cantieri, nuove autostrade a 10 corsie, treni superveloci o ferrovie che viaggiano a 5.000 metri di altezza, costruite al ritmo di 1km al giorno.

Qualcuno ha pensato di parlare della Cina di oggi? Ovviamente no!

Ma che stiamo a scherzare???

Bisogna continuare a guardare indietro, a pensare al passato? Certo, per noi (voi) italiani forse è la cosa giusta. Ma per loro (noi) cinesi ci si piazza un bel "ecchissenefrega", si compra l'Audi A8 nuova e via verso il futuro di predominio economico.

Povera Italia! Quindi... quella che non ha capito ancora nulla della Cina, perché quei pochi che potrebbero aiutarla a capire si ostinano a non farlo.

E, come se non bastasse, cresce sempre di più il numero di persone che ne parla... la maggiorparte, messe alla prova, non sanno neanche indicarla sulla cartina. Però nessuno si astiene dal parlarne, anche se a vanvera.

Certo, a parlare proprio della Cina... della "Mia Cina!".

Allora perché non ricominciare a parlarne anche io?

Quantomeno lo faccio da qui...

Ho deciso che anche in questo blog non cambierò il modo di salutare alla fine del post... quindi:

Zaijian,

Dimitri il cinese.

postato da: shanghai alle ore 17:05 | link |
categorie: cina